Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni. (Eleanor Roosevelt)
Questo blog nasce con l'intento di raccogliere le esperienze di tutti quei giovani che, nonostante il periodo non favorevole sotto l'aspetto lavorativo, si impegnano con determinazione e creatività per realizzare i propri obiettivi. Perché è importante sapere che rendere reali i propri sogni è ancora possibile!
sabato 22 febbraio 2014
Lesson #4:Imagined communities
Imagined communities: that was the topic of the fourth week of Media Studies lessons.
To talk about this topic is necessary to start defining the concept of “Nationalism”.
“Nationalism is a belief, creed or political ideology that involves an individual identifying with, or becoming attached to, one's nation” (Wikipedia)
Is important to remember that Nationalism is different from other type of attachment such as religions; nationalism is the need to belong to a community where you can share with other people the same values, passions, traditions and the belief system. There are also some symbols representing the national identity considered really important to identify with the national community, for example the national flag.
In the first reading, “Imagined communities”, where analysed also the anthropological definition of nation: It is an imagined political community- and imagined as both inherently limited and sovereign. It is imagined because the members of even the smallest nation will know most of their fellow-members, meet them, or even hear of them, yet in the mind of each lives the image of their communion. (Imagined communities, Chapter 1).
We also discussed about another essay about imagined communities, in particular the Welsh one: “Cool Cymru, rugby union and an imagined community”. In this essay is analysed the place of rugby union in contemporary Wales where the game is really important to promote the images of the nation.
For centuries the Welsh nation had lived in the shadow of a much bigger neighbour and Wales had always to define itself with reference to England (Cool Cymru, rugby union and an imagined community). The perception of Wales centred upon many stereotypes such as indecipherable place names, sheep, daffodils, mining, rugby ect…
However Wales has changed markedly in recent times in particular because of the emergence of popular rock music band such as Catatonia, The Stereophonics and The Manic Street Preachers, these gave Wales an increased visibility and credibility. Another important thing is the improving fortunes of the national rugby team that bring to the constructions of a new stadium in the heart of Cardiff, the capital city; this ultra modern building dominates the skyline in Cardiff. Cardiff itself was also undergoing a massive transformation in order to promote an image of a modern, vibrant nation.
Anyway in Wales Rugby is a kind of substitute for nationalism, Jarvie (2003, p.539) suggests, “patriots could show an affinity for the nation on various sporting occasion without necessarily voting for nationalist parties”.
Reading this essay I thought about my nation, Italy. Also my nation is victim of many stereotypes that make foreign people think that all Italians are identical.
In this video there are some examples: http://www.youtube.com/watch?v=uKC4XGGlnRI
But we are used to define Italy as the nation of “100 bell tower”. The meaning is that Italians doesn’t really feels as a single community but everyone identify himself with is hometown where the bell tower is the most important monument. For this reason in Italy there are very different tradition between region and region, even the typical food is very different from one town to another. This division start in the ancient history but create many difficulties also nowadays. Because of that also in Italy the sense of community is connected to the sport, football in particular. Sport competition such as World Cup or European Cup are the only circumstances wherein we feels to be a part of the same country.
In conclusion in a Weberian sense the nation has been positioned as “ a community of sentiment” (Flucher, 2000); that is constructed in the mind bring us together enabling feeling of identity, belonging and solidariety. (Cool Cymru, rugby union and an imagined community)
giovedì 4 aprile 2013
Fondare una società con 1 euro: dal governo la possibilità agli under 35
Il 29 agosto 2012 è entrata in vigore la normativa riguardante la società a responsabilità limitata semplificata. Questo decreto legge ha l'obiettivo di consentire a chi non ha ancora raggiunto l'età di 35 anni di fondare una società con un capitale minimo di 1 solo euro!
Direttamente dal sito del governo (http://bit.ly/SRLSemplificata)ecco cosa fare:
- la società a responsabilità limitata semplificata può essere costituita con contratto o atto unilaterale da persone fisiche che non abbiano compiuto i trentacinque anni di età alla data della costituzione;
- l'atto costitutivo deve essere redatto per atto pubblico in conformità al modello standard tipizzato;
- l'ammontare del capitale sociale deve essere pari all'importo di almeno 1 euro e inferiore a 10.000 euro, sottoscritto e interamente versato alla data della costituzione;
- il conferimento deve farsi in denaro ed essere versato all'organo amministrativo. Nel nuovo tipo di società gli amministratori devono essere scelti tra i soci;
- nella denominazione dovrà essere specificato che si tratta di SRL Semplificata
- L'atto costitutivo e l'iscrizione nel registro delle imprese sono esenti da diritto di bollo e di segreteria e non sono dovuti onorari notarili; deve, invece, essere versata l'imposta di registro, come precisato dal Consiglio Nazionale del notariato.
Per promuovere questa normativa rivolta ai giovani per la prima volta la Presidenza del Consiglio ha deciso di affidare la sua campagna promozionale a un nuovo strumento di comunicazione:YOUTUBE. Infatti la comunicazione del decreto legge è stata affidata a quattro giovani e famosi youtubers: Daniele Selvitella in arte Daniele Doesn’t Matter noto per i suoi video comici, Matteo Bruno alias CaneSecco (di cui avevo già parlato in questo articolo), Claudia Genolini detta Cicciasan (qui l'intervista di qualche mese fa) e Andrea Vadrucci meglio noto come Vadrum, batterista che utilizza il web per sperimentare fusioni musicali.
I quattro testimonial, mantenendo il loro caratteristico stile, hanno realizzato spot della durata di 30 secondi in cui cercano di rispondere alla domanda: "Che ci faccio con un euro?"
I 4 video sono online sul canale YouTube www.youtube.it/con1euro e alcuni di questi sono visibili sui canali RAI.
Eccoli di seguito
Chiara Cammelli
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mercoledì 13 marzo 2013
Prodotti "conquistati" al Cosmoprof
Ho pensato di fare un post distaccato per commentare i prodotti che ci sono stati offerti durante la giornata al Cosmoprof, in modo da evitare di appesantire il post precedente.
Partiamo dai prodotti che ci ha regalato il team di Sugarbox.
- Dr.Hauschka, Latte detergente
- Dr. Hauschka, Eyeshadowpalette 03, contenente quattro colori molto scriventi e resistenti: bianco panna, marrone opaco, un azzurro chiaro e un grigio.
I prodotti del dottor Hauschka sono tutti prodotti naturali!
- Delarom, Bagnoschiuma all'arancio, ha un profumo meraviglioso di scorza d'arancia!
-T'a Milano, Mirtillo e melograno ricoperti di cioccolato. Sono deliziosi, e hanno un gusto molto originale.
- Moroccanoil, Questo prodotto è eccezionale, l'avevo già scoperto proprio grazie a Sugarbox, è un olio da applicare a capelli umidi o asciutti. Ha un bel profumo e la differenza sui capelli si nota immediatamente. Oltre a questo, non unge affatto i capelli!
La borsa che ci hanno dato da Experience conteneva invece:
- Un cd di musica rilassante
- Un buono sconto del 20% sugli acquisti online
- Un beauty contenente: crema da giorno, crema da notte, un detergente e un tonico
- Nel cofanetto verde (nella foto è aperto) si trovavano una decina di campioncini di creme, uno diverso dall'altro per diversi tipi di pelle e con diverse funzionalità (rassodante, rigenerante, snellente, purificante)
Planters ci ha riempite di un sacco di campioncini: tra cui olio da massaggio, maschere per capelli, crema mani, shampoo, crema idratante, crema gambe ecc..
Tutti questi prodotti non li ho ancora provati. Quindi non posso esprimere una valutazione.
Ho riunito in un'unica foto, tutti gli olii.
In alto c'è il Moroccanoil di cui ho già parlato,nota di merito alla borsina che sembrava quasi una borsa termica!
Di Inca Oil, che devo ancora provare, ci hanno dato oltre all'olio anche delle maschere ristrutturanti.
Da Nashi, invece, ci hanno dato: shampoo, balsamo, olio e trattamento. Tutti questi prodotti hanno una buona profumazione, sono a base di olio d'Argan e di lino certificati e non ungono affatto! Molto interessante è il trattamento: sostanzialmente è una maschera per capelli in spray che non richiede risciacquo!
Dal tanto amato Medavita ci sono stati dati prodotti diversi e specifici a secondo della situazione del nostro cuoio capelluto. Il foglio a destra è la scheda della diagnosi della mia cute. Avendo trovato nel mio cuoio la presenza di sebo mi hanno dato uno shampoo sebo-equilibrante allo zenzero e soia, sono 250 ml di prodotto, il profumo è gradevole e confido tantissimo negli effetti! L'altro prodotto (rosa nella foto) sono cristalli liquidi che mi hanno dato per il mantenimento dei capelli vista la lunghezza, anche qui il prodotto è da 100 ml! Altra cosa bella è la sacca in cui ci hanno consegnato i prodotti, è di tela, si chiude con una clip e ha anche la tracolla, è la più utilizzabile! Lode a Medavita!Infine ecco i prodotti che ci sono stati offerti da Lumen.
- Candela corpo da massaggio VIVALU "Coccolare" al mango e karité (quella all'interno del bricco). Accendendo la fiamma questa candela si trasforma in pochi minuti in un tiepido olio da massaggio! Stupenda!
- le altre candele che ci sono state date, hanno anche loro una buonissima profumazione, direi che il profumo assomiglia all'odore del talco.
- oltre ai prodotti, la cartella stampa si trovava all'interno di una chiavetta USB, sempre apprezzabile!
Altra cosa che voglio aggiungere, anche se questa non ci è stata regalata ma sono riuscita ad ottenerla grazie a Michela (che è ben più rapida di me a cogliere le offerte!), è questo mini-set OPI "Euro centrale". Gli smalti sono in dimensione ridotta: 3,5 ml l'uno; le colorazioni sono davvero belle (qui purtroppo rendono poco) il lilla in particolare è stupendo. Anche l'oro, che è il colore su cui ho sentito esprimere più perplessità, è molto meno denso di come appare nella confezione, senza la base di un altro colore è molto estivo e poco pesante. Quando sono tornata al Cosmoprof questo kit era già sparito, ne era rimasto un altro, della Germania direi, decisamente più triste e con i colori estremamente scuri.
Ho fatto anche qualche altro acquisto al Cosmoprof quando sono tornata nella giornata di lunedi, che è la giornata in cui, soprattutto gli stand stranieri, svendono per evitare di imbarcare nuovamente i prodotti.
Sono comunque cose di poco conto e, onestamente, quello che ricordo maggiormente di quel giorno è la quantità di gente con super valigioni riempiti ansiosamente di qualsiasi prodotto si ritrovasse davanti! Uno spettacolo allucinante!
In ogni caso la mia prima giornata al Cosmoprof è stata decisamente fruttuosa! Devo solo trovare il tempo per riuscire a provare tutto!
Chiara
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Un giorno da reporter al Cosmoprof insieme al team di Sugarbox
L’esperienza di cui vorrei parlare oggi, riguarda una
stupenda opportunità che mi è stata offerta da Sugarbox.
Andiamo per ordine.
Cos’è Sugarbox?
Sugarbox è una start-up nata da appena un anno che si
occupa principalmente di cosmetici. Sottoscrivendo un abbonamento si riceve
ogni mese una scatola contenente 5-6 sei prodotti di bellezza in travel size.
Io sono una novellina in questo campo, ho scoperto dell’esistenza di queste
scatole da pochissimo tempo, attraverso un video su youtube di Nicole
(kissandmakeup01). Mi ha incuriosita l’idea di ricevere una scatola a sorpresa
con nuovi cosmetici da testare e così ho deciso di acquistare la welcome box
per farmi un’idea.
Insieme alla magica scatola mi è arrivata un’ulteriore
sorpresa: ho trovato sul sito di Sugarbox un concorso che permetteva a tre
fortunate di passare una giornata nelle vesti di reporter al Cosmoprof insieme
allo staff di Sugarbox. Ho deciso immediatamente di mandare la mia candidatura
e dopo pochi giorni ho avuto la fortuna di ricevere una risposta positiva!
Cos’è il Cosmoprof?
Nel caso realmente qualcuno, leggendo, si sia posto
questa domanda, il Cosmoprof è l’evento più importante nel settore della
bellezza a livello internazionale e, cosa per me non indifferente, avviene
proprio a Bologna.
Nonostante questo non avevo mai avuto occasione prima di
andare al Cosmoprof, il costo del biglietto d’ingresso mi aveva sempre
spaventata.
Così nel giorno dedicato alle donne ho incontrato una parte del team di Sugarbox, ci tengo a citare i nomi uno per uno (sperando di non fare errori!) Flavia, Jacopo, Martina, Raffaella e Valentina, con loro c'era anche Barbara che, tra le altre cose, è anche la modella che ha lavorato con Sugarbox.
Oltre a loro, ho conosciuto anche le mie due compagne d'avventura Lavinia e Michela.
La giornata insieme a loro è stata bella e divertente, mi ha fatto piacere trovarmi a mio agio con persone che non avevo mai incontrato prima e scoprire di più di quel gruppo di ragazzi (perchè si, sono tutti giovani!) che si occupa mese dopo mese di portare avanti questa bellissima iniziativa! Questa giornata è stata per me un grande regalo e una stupenda opportunità!
Dunque il mio primo approccio al Cosmoprof è stato fantastico, già per me avere accesso con un pass con su scritto “press” è stata una grossa emozione, per di più questo ci ha permesso di visitare il Cosmoprof in una giornata tranquilla dedicata agli addetti al settore.
A questo si aggiunge il fatto che il team di Sugarbox
aveva organizzato la nostra giornata prendendo appuntamenti con diversi brand,
che ci hanno offerto vari servizi e riempite di ogni genere di prodotto.
Visitare il Cosmoprof in questo modo è stato veramente meraviglioso; quando sono tornata due giorni dopo la confusione e la ressa della gente che cercava di "acchiappare" il prodotto più scontato mi hanno stravolta. Oltre al fatto che di prodotti gratuiti ne distribuiscono veramente pochi e noi invece siamo tornate a casa con le borse letteralmente piene! (qui l'articolo dove parlo dei prodotti)
Il Primo appuntamento è stato da Mesauda per un trucco fatto da un
professionista che ha realizzato un bello smokey su Michela e un più carico trucco sul viola su di me.
Secondo appuntamento da Experience, dove a Lavinia è
stata fatta una maschera purificante dai risultati immediati. Il trattamento aveva il compito di reidratare la pelle attraverso una serie di passaggi che comprendevano massaggi, maschera, e luce UV. Questo stand era decisamente il più bello che abbiamo visitato. Aveva ricreato una meravigliosa atmosfera ed era costruito interamente in legno. Entrando ti sembrava di essere in una SPA invece che al Cosmoprof!
Quarto appuntamento: Moroccanoil, Incaoil dove ci sono stati offerti numerosi prodotti per capelli.
Quinto appuntamento: Medavita. Decisamente l'incontro più completo. Ci è stata fatta una visita al cuoio capelluto, dove sono stati rilevati i disturbi principali della nostra cute. In seguito ci è stata data un borsa contenente diagnosi e prodotti adatti alla nostra situazione FULL-SIZE!
Sesto appuntamento: Layla. Personalmente Layla mi ha un po' delusa. Ci è stata fatta a tutte e tre un manicure con i nuovi prodotti estremamente approssimativa. A Lavinia hanno applicato lo smalto effetto gel (inizialmente solo in una mano, poi si convinti a farle anche l'altra!) che doveva dare, in 3 minuti, lo stesso effetto di uno smalto semipermanente ma senza asciugatura con lampada uv . Peccato che dopo mezz'ora lo smalto non fosse ancora completamente asciutto! A Michela e me hanno invece applicato lo smalto caviale e quello softouch. Entrambi gli effetti sono spariti nel giro di poco tempo. Io già dopo un'ora non avevo né perline rimaste né "pelucchi". Decisamente una brutta pubblicità. Inoltre non ci hanno lasciato nulla da provare, se non un sacco di cataloghi iper-pesanti!
Settimo appuntamento: Lumen. Qui ho scoperto le candele da massaggio, prodotto di cui non conoscevo l'esistenza ma decisamente originale e rilassante! Sono candele fatte di burri e olii che accendendo la fiamma si sciolgno trasformandosi in tiepidi olii da massaggio!
La giornata è stata straordinaria, una bella opportunità per vivere il Cosmoprof con occhi diversi, infine ci è stato chiesto di scrivere un resoconto della giornata da pubblicare nel blog di Sugarbox. Così abbiamo potuto condividere con le altre abbonate la nostra esperienza.
Per chi fosse interessato a leggerlo il mio resoconto si trova qui!
Che dire, grazie Sugarbox!
Chiara Cammelli
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giovedì 8 novembre 2012
Intervista a Morgan Palmas fondatore di "Sul Romanzo": blog, webzine e agenzia letteraria.
Oggi vorrei parlare di un ambiente che mi sta particolarmente a cuore: quello letterario umanistico.
Per parlarne ho deciso di intervistare Morgan Palmas, autore di “Come scrivere un romanzo in 100 giorni” e fondatore del litblog “Sul Romanzo” che ad oggi gode di grande successo.
“Sul Romanzo” è un blog che “crede nella forza delle parole e della letteratura” e che segue con sguardo attento l’editoria contemporanea. Oltre a questo, nel 2010, “Sul Romanzo” diventa anche una webzine (rivista sfogliabile online) che si occupa di letteratura, editoria e scrittura.
“Sul romanzo”, tuttavia, non è soltanto un blog di informazione e approfondimento ma offre anche ai giovani una possibilità di lavoro grazie all’Agenzia letteraria nata nel Dicembre 2010 che si propone come ponte tra autori, case editrici e lettori.
Frequentando la facoltà di Lettere mi viene spesso fatta la domanda: “Perché hai scelto questa facoltà? Cosa farai in futuro? ”
Per questo ho deciso di chiedere direttamente a Morgan cosa lo ha spinto in questa direzione e se questa è una strada che può portare ancora soddisfazioni.
La risposta si trova nella parola “passione”.
La prima cosa che mi interesserebbe sapere è cosa ti ha spinto a creare un blog che riguardasse le tematiche letterarie. Come è nato il blog "Sul Romanzo"?
Sul Romanzo era un’idea che avevo da anni e si è concretata come blog letterario nel 2009. Le tematiche letterarie sono la prosecuzione ostinata d’un interesse coltivato fin da adolescente: una curiosità inevitabile verso l’oggetto libro: l’amore per la lettura, per le belle copertine, per i caratteri del testo, per le storie, per la disposizione dei libri nelle librerie, per i testi introvabili, magari incontrati ricolmi di polvere in uno scaffale abbandonato da tempo. Mi sono chiesto più volte per quale dannata ragione quando ero alle scuole superiori risparmiavo i pochi soldi che avevo per acquistare libri, in genere il sabato pomeriggio, per poi divorarli in pochi giorni e rifare la stessa cosa la settimana successiva, per anni. Una domanda magari fuori luogo in una famiglia di laureati o diplomati, laddove la cultura è un argomento consolidato, ma non in una famiglia di persone con la terza media, con un genuino rispetto e un indefesso timore verso la cultura appunto. Non mi interessava un maglione nuovo o un paio di scarpe, io volevo libri, tanti libri, e leggerli, immergermi in mondi diversi dal mio quotidiano (immersione compensativa dal punto di vista psicologico?). Se penso a Sul Romanzo, non posso che utilizzare una parola prima di tutto il resto: passione; quella vera, viscerale, di fronte alla quale bisogna cedere. Sul Romanzo è nato per una passione.
Come siete arrivati all'idea, successivamente, di creare una webzine? Soprattutto cos'è? Cosa raccoglie?
La webzine è stata un’evoluzione creativa, nella quale abbiamo investito tempo ed energie per offrire ai nostri lettori articoli approfonditi. Dal blog si differenzia negli aspetti grafici e di impaginazione, non solo nei contenuti di una lunghezza perlopiù maggiore, anche un approccio visivo d’impatto. Dopo una prima fase sperimentale, per la verità, abbiamo incontrato un 2011 che ci ha bloccato per alcuni motivi di cui abbiamo piena consapevolezza, la quale, adesso, dopo mesi di aggiustamenti, avanti e indietro, destra e sinistra, forse che sì forse che no, finalmente, ci ha donato la forza per riprendere il ritmo che tenteremo di donare ai lettori dai primi mesi del 2012. Non posso dire di più, a lavori ripresi conoscerete le novità.
Quali sono i propositi di un'agenzia letteraria?
Un’agenzia letteraria si pone fra autori e case editrici, con specificità che dipendono da mille aspetti, perlopiù legati alle competenze e alla volontà di collaborare con onestà intellettuale. Non vi sono solo contratti, tutele, percentuali, ma anche rapporti umani che vanno coltivati con il desiderio di rendere stimolate e vive e affidabili le parti, in particolare affrontando i brutti tempi geologici dell’editoria. Poi, a dire il vero, ogni agenzia letteraria è diversa dalle altre; ho conversato in non poche occasioni con altri agenti e mi stupisco ogni volta di quante e quali diversità esistano fra noi: chi è radicato nella tradizione, chi punta sulle nuove tecnologie, chi sa tutto di diritti d’autore nel dettaglio, chi è concentrato nel gestire la psicologia degli scrittori esordienti, chi è molto pr e marketing con le case editrici, chi ha saputo coltivare poche attività editoriali divenendo un punto di riferimento per gli altri, ecc.
Che aiuto potete fornire ai giovani scrittori?
La capacità di relazionarsi da numerosi punti di vista con una serie di case editrici che per il singolo autore sono per la gran parte irraggiungibili. Un’agenzia letteraria può contare su rapporti privilegiati. Quante case editrici leggono davvero le decine di inediti che ricevono ogni settimana? Vogliamo fare credere che accada con frequenza? Possiamo farlo, ma sarebbe lontano dalla verità. Oltre alle relazioni che si incanalano in una rappresentanza, esistono i servizi editoriali come per esempio la valutazione d’inedito o il ghostwriting, quest’ultimo ancora avvolto da una patina di ufficiosità che alimenta lo snobismo e la diffidenza. Vorrei però essere preciso, con il rischio di sembrare cinico, non parlerei di “aiuto”, sono servizi, e come tali vanno pagati e trattati come qualsiasi altro servizio nel mondo dell’economia. Quando parlo di rapporti privilegiati con le case editrici – bene inteso, con una, dieci o cento è un discorso ulteriore sul quale si potrebbe riflettere –, pongo l’attenzione su un vissuto propedeutico che ha portato a tali rapporti, magari su sentieri incredibilmente casuali o strategicamente maturati nel tempo, non importa questo, io so che chiamo alcuni editor e dico: “Senti, ho questo per le mani, leggilo e dammi una risposta, anche grossolana intanto, ma dammi una risposta”. La risposta arriva in pochi giorni o in alcuni mesi, ma arriva sempre. Per uno scrittore esordiente tante volte il problema è proprio una risposta, che non giunge mai, e significa: “No, non ci interessa”. Non con tutti gli editor ho un rapporto così confidenziale, dipende sempre dalle persone, ma a me interessa il risultato, un risultato che mi conduce, come pochi giorni fa, a prendere il telefono, digitare il numero di un autore che vorrei rappresentare e dirgli/le: – Ciao, siediti –, – Ciao, sono già seduto… –, – La risposta è stata positiva, vogliono investire sul tuo libro –. Ecco, questi sono momenti strepitosi per chi scrive e per chi si impegna per far conoscere la scrittura altrui.
Come si scrive un buon romanzo, cosa può renderlo interessante agli occhi di un lettore?
Domanda che mi mette a disagio, perché leggi sempiterne non esistono e nessuno potrà vantare percorsi universitari o meriti per dire con sicurezza ciò che è un “buon romanzo”. Si finisce col parlare di gusti, però, da agente letterario, sono tenuto a guardare al mercato editoriale, non posso evitarlo. Ragione per la quale sto imparando nel tempo a evitare soprattutto gli errori, o almeno provare a mettere in guardia da alcuni errori che potrebbero essere evitati.
Ad oggi diventare scrittori o scegliere come ambiente lavorativo quello letterario può dare ancora soddisfazioni e successi?
Altra domanda che mi mette a disagio. Posso rispondere in base alle mie esigenze di vita, ai miei desideri, a quanto ritengo importante per me. Che cosa significa soddisfazione per me? Che cosa significa successo per me? In un’epoca di enormi difficoltà economiche per tantissimi italiani, parlare di soddisfazione e successo in un ambito lavorativo mi appare quasi indelicato. Qualcuno vive nella luce, molti nell’ombra. Forse, per non eludere del tutto la domanda, potrei dichiarare con una discreta sicurezza che in generale la soddisfazione e il successo, insieme, sono il frutto di tanto lavoro, cercato con la volontà di migliorare e migliorarsi.
Siamo nel periodo dove la scienza è la protagonista principale della nostra storia, il progresso è ciò che si segue con sguardo più attento, spesso la letteratura viene messa da parte. Perché è ancora importante la lettura, perché deve essere stimolata, preservata e conservata?
Sono da sempre un grandissimo sostenitore del progresso della scienza, anche laddove non pochi porrebbero limiti etici. La letteratura non si dovrebbe presentare in una forma aut aut rispetto alla scienza, mi piacciono le compenetrazioni, le interazioni, come fra le persone, e i cultural studies di provenienza inglese non mi dispiacciono affatto. Meno barriere ideologiche e gnoseologiche, che non significa anarchia, che non significa relativismo spinto, ma una sorta di liberalizzazione – per utilizzare un lemma di moda negli ultimi anni – del campo della letteratura, trasfondendo altrui caratteristiche in modo biunivoco, Galileo non si offenderebbe, sempre che il metodo sia nella causa-effetto giustificato. La lettura amplia gli orizzonti dell’anima e/o dell’io, concede la grazia dell’intensità emozionale e intellettuale momentanea, e non solo, della pratica meditata sui rapporti fra le cose o le persone, fra ciò che ci appartiene e quanto non ci appartiene: un possesso di affinità disgiunta, con la quale relazionarsi, se lo si desidera, con metodi che non sono poi così differenti da quelli della scienza. Indagare se stessi rispetto a una storia di un romanzo può assumere profondità che stento a non definire talvolta scienza, tuttavia non vorrei confondere i piani con un eccesso di leggerezza linguistica. Indagare ciò che non è se stessi può, parimenti, attraverso la lettura, elargire profondità. E, diciamocelo con franchezza, la profondità prima o poi accade a tutti, sta a ognuno di noi abbracciarla o rifiutarla; la lettura abitudinaria e matura ci prepara all’abbraccio, ne sono convinto o forse mi illudo che sia esattamente così.
Chiara Cammelli
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lunedì 15 ottobre 2012
Inizio seconda stagione "Freaks" e intervista a Claudia Genolini
L’articolo con cui vorrei ricominciare riguarda un
fenomeno che tra pochi giorni avrà il suo seguito.
Sto parlando della web
series italiana che lo scorso anno ha riscosso un incredibile successo
(oltre 8 milioni di visualizzazioni nei primi due mesi!):“Freaks! The Series”.
Questa serie è stata interamente creata da 4 ragazzi, 3
di questi sono conosciuti per i loro seguitissimi canali su youtube: Matteo
Bruno (Canesecco), Claudio di Biagio (Nonapritequestotubo) e Guglielmo Scilla
(Willwoosh).
Il quarto, Giampaolo Speziale, è il leader degli “About
Wayne”, band che, tra le altre cose, ha composto il tema principale della
serie.
Una cosa incredibile è pensare che sono riusciti a
realizzare un ottimo prodotto avendo a disposizione un budget veramente basso: ognuno
dei creatori ha investito 500 euro per questo progetto che è quindi stato
realizzato con soli 2000 euro!
“Freaks!” parla di 5 ragazzi apparentemente normali:
Giulia Croce (Ilaria Giachi), Marco Diana (Guglielmo
Scilla),Viola Cesa de Castaldo (Claudia Genolini), Andrea Tarantini (Andrea
Poggioli) e Silvio Bolla (Claudio di Biagio).
Questi ragazzi
scoprono in seguito a una serie di eventi misteriosi di essere dotati di
particolari superpoteri che dovranno imparare a gestire e controllare.
Oltre al grande consenso che ha ricevuto da parte del
pubblico, “Freaks” è anche stato premiato al “Telefilm festival 2011” come
migliore serie televisiva italiana.
É proprio grazie all’enorme successo ottenuto che domani
uscirà la seconda stagione.
La prima puntata in realtà è già stata mostrata in
anteprima il 6 ottobre al “Blackout Rock Club” di Roma e l’11 Ottobre
all’Università IULM di Milano.
Sarà invece trasmessa, e disponibile per tutti, il 16
Ottobre su Deejay tv e verrà pubblicata, il giorno successivo, sul canale di
youtube.Canale youtube Freaks
Quest’anno gli episodi aumenteranno in numero (lo scorso
anno erano solo 7 episodi) e in durata (circa 24 minuti a puntata).
Il progetto ha avuto un grandissima crescita in breve
tempo, questo grazie all’impegno di tutti i ragazzi che lo hanno realizzato e
anche grazie a chi ha creduto in loro.
Tra questi l’agenzia “Show Reel” che quest’anno ha co-prodotto
la serie e li ha aiutati sia sul piano del marketing sia su quello della
comunicazione. Un importante risultato dovuto a questa collaborazione è stata l’uscita,
il 27 Settembre, della compilation con la colonna sonora della webseries.
Mi piace parlare di questo progetto realizzato da un
gruppo di giovani e del suo successo perché credo sia uno degli esempi più
concreti di come passione e determinazione possano portare davvero lontano.
Inoltre è bello constatare quanti ragazzi pieni di
talento e creatività ci sono nel nostro paese! Loro in particolare sono
riusciti a far sentire la loro voce avendo il coraggio di avventurarsi in un
progetto che non garantiva alcun genere di certezza. Hanno rischiato e ce
l’hanno fatta!
Ecco il video anteprima della seconda stagione:
Un po’ di mesi fa mi ero messa in contatto con Claudia
Genolini, una delle protagoniste di “Freaks!” nonché seguitissima youtuber
conosciuta col nome di “Cicciasan”.
Sul suo canale, che conta più di 42 mila iscritti,
Claudia pubblica video comici che riguardano spesso l’universo femminile o il
mondo del cinema.
Mentre nel suo canale youtube Claudia è ironica, solare e
capace di prendersi in giro, il suo personaggio di “Freaks!”,Viola, è emotivo,
fragile e alle prese con un potere piuttosto fastidioso. Inizialmente rende
cieche le persone poi diventa cieca lei stessa!
Per conoscerla un po’ meglio le ho fatto qualche domanda:
Cosa stai facendo adesso, so che
devi finire l'università, studi ancora recitazione?
In questo momento sto studiando all'università e si, seguo quando ne fanno,
molti stage teatrali: il mestiere dell'attore è un mestiere che non si smette
mai di imparare, c'è bisogno di studio continuo
Che progetti hai per il futuro?Cosa
vorresti fare da "grande"?
Per il futuro mi auguro di riuscire a fare l'attrice nel modo in cui piace
a me, quindi principalmente teatro... speriamo bene :)
Come mai hai deciso di aprire un
canale su Youtube e come hai scelto l'argomento da trattare?
In realtà il canale l'ho aperto un po’ per caso, più per "me" che
per un riscontro nel "pubblico"...
L'argomento è
venuto da solo, non è stata una cosa scelta a tavolino.. pensavo ad una cosa e
ci facevo un video, infatti nel mio canale non parlo solo di donne, ma parlo
anche di cinema e della situazione attuale del mondo nello spettacolo. :)
Qual è stata la soddisfazione più
grande che hai avuto da quando sei entrata nel mondo di youtube?
Sicuramente il fatto di poter parlare a molte persone ottenendo un
riscontro positivo, avere un bacino di utenti che ti ascolta e
"sfruttare" la democrazia del web per poter davvero cambiare le
cose... speriamo...
L'ultima cosa di cui vorrei mi
parlassi è dell'esperienza di "Freaks!". Com'è stato parteciparvi?
Com'è stato presentarla ai vari eventi e vedere il successo che aveva riscosso?
Partecipare a "Freaks!" è stata sicuramente una delle esperienze
più belle della mia vita per la quale sarò sempre grata. Portare in giro la
nostra serie sapendo quanto sangue e sudore ci abbiamo buttato è stata
sicuramente un' esperienza meravigliosa che auguro a chiunque... e la cosa più
bella è che tutto quello che ci è arrivato ce lo siamo sudato... quindi è
doppiamente bello!!! :)
Lascio qui in fondo il suo ultimo video:
Chiara Cammelli
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martedì 9 ottobre 2012
Primo premio al concorso "Chiara Baldassari"
Eccomi di
nuovo qui!
Di tempo ne
è passato parecchio ma non ho assolutamente dimenticato questo blog.
Negli ultimi
mesi mi sono dedicata principalmente agli esami universitari e, oltre a questi,
alla realizzazione di alcuni progetti che hanno dato i primi risultati!
Mi fa
piacere quindi riprendere questo Blog con una notizia che mi riguarda
direttamente.
Sabato 6 Ottobre sono stata a Vecchiano (PI)
a ritirare il primo premio del concorso per “giovani giornaliste” in memoria di
Chiara Baldassari!!!
Partiamo
dall’inizio.
Chiara Baldassari era una giovane giornalista appassionata di
video reportage.
Aveva
lavorato dal 1995 in una rete televisiva chiamata “SeiMilanoTv” e dal 1998
aveva iniziato a collaborare con l’autrice del programma televisivo “Report”
Milena Gabanelli. Nei suoi reportage trattava in particolare delle tematiche
dell’inquinamento e del sociale. I suoi video sono ancora disponibili sul sito
di “Report” a questo indirizzo: http://www.report.rai.it/dl/Report/articolo/ContentItem-44a1b442-3c05-4dd9-a239-a4bd5c45ba3c.html?refresh_ce
In seguito
alla sua prematura scomparsa il suo paese natale, Vecchiano, ha bandito un
concorso con l’obiettivo di riconoscere il prezioso contributo femminile all’inchiesta
giornalistica e televisiva.
Dal momento
che il 2012 è l’anno europeo dell’invecchiamento
attivo il tema di questa seconda edizione era: “Quelle rughe che insegnano a vivere. L’esperienza di ieri, il coraggio
del presente, una risorsa per il domani”. A questo concorso potevano
partecipare: giornaliste, operatrici dell’informazione e studentesse di età non
inferiore ai 18 anni.
Il premi in
palio erano i seguenti:
1 premio:
1800 euro
2 premio:
800 euro
3 premio:
400 euro
Letto il
bando dal sito del comune di Bologna (www.flashgiovani.it ), con l’aiuto della
mia amica Arianna, abbiamo iniziato le riprese, il nostro tentativo era quello
di immergerci nel mondo degli anziani e coglierne i loro aspetti più
caratteristici.
Siamo state
nell’orto per farci dare istruzioni su
come coltivarlo, in seguito ci siamo recate al “Centro Costa” a filmare una
lezione di pasta sfoglia fatta dagli
anziani del centro agli studenti svedesi. Infine mettendoci in contatto con la
nostra Prof .delle medie Elena Bortesi siamo riuscite ad intervistare la
Signora Cornelia Paselli una delle
sopravvissute alla terribile strage di Marzabotto.
Grazie al
Comune di Bologna che ci ha fornito i materiali (camera, cavalletto, microfoni ecc..)
e che ci ha aiutate in fase di montaggio siamo riuscite a portare a termine in
nostro filmato e ad ottenere questo splendido risultato!
Alla
cerimonia di premiazione, presieduta dal Sindaco di Vecchiano Giancarlo Lunardi,
erano presenti Sandra Lischi (presidente del Corso di Laurea in Discipline
dello Spettacolo e della Comunicazione dell’università di Pisa), Giovanni
Parlato (giornalista), Giorgio Piccioni (giornalista), Alessandro Toffanelli
(regista e pittore) e Daniela Canarini (Assessore alla cultura del Comune di Vecchiano).
Si è parlato
sin da subito della passione che Chiara nutriva per il suo lavoro, della sua
grande intraprendenza ed entusiasmo. Chiara ci è stata descritta come una
persona curiosa, capace di scavare nella vita della persone con grande garbo.
Oltre ai
presenti, hanno contribuito alla attribuzione del premio anche la giornalista e
scrittrice Luciana Castellina, la conduttrice di report Milena Gabanelli,
Simona Mussini (associazione Casa della Donna), Simonetta Della Croce e Alberto Gabbrielli
(Arsenale)
Il nostro
video è stato premiato per le seguenti motivazioni:
La giuria ha deciso di assegnare il primo
premio al video “Quelle rughe che insegnano a vivere, l’esperienza di ieri, il
coraggio del presente, una risorsa per il domani”, realizzato da Chiara
Cammelli, per aver colto pienamente lo spirito della II edizione del Premio
Chiara Baldassari. Il video ruota intorno a tre diverse donne, intervistate in
tre diversi contesti della città di Bologna; donne capaci - a loro modo – di trasmettere tradizioni,
memorie, esperienze di vita e saperi alle nuove generazioni. Per come è stato
strutturato, questo video rispecchia lo spirito di Chiara e la sensibilità che
ha contraddistinto la sua indagine giornalistica. Oltre a raccontare, infatti,
in modo efficace attraverso una equilibrata articolazione di immagini e di
musiche, l’autrice ha voluto partecipare in prima persona a quelle esperienze
di vita di cui si è fatta portavoce, coltivando una verdura o impastando i
tortellini. Il suo sguardo soggettivo filtra scena dopo scena, accompagnato
dalla sua voce che spiega situazioni e dispiega contemporaneamente il fascio di
emozioni racchiuso nelle parole di quelle donne, testimoni – ognuna – di una
particolare sfaccettatura del mondo degli anziani.
Il Secondo premio è stato attribuito invece a Francesca Esposito (27 anni, giornalista
investigatrice) che aveva realizzato il video “Dire, fare, baciare, lettera, testamento”. Nel suo filmato erano
raccolte le interviste ad alcuni personaggi celebri quali Dario Fo, Enzo Mari,
Franca Valeri, Erri de Luca ed Ettore Scola.
Infine è stato menzionato (non premiato poiché arrivato oltre i limiti
ammessi dal concorso) il video di Julia
Pietrangeli: “Il maestro del mare”. In questo filmato è raccolta la storia di
Anselmo Chessa un anziano che, con l’aiuto di una canna di bambù, disegna sulle
spiagge forme michelangiolesche lasciandole poi in balia delle onde del mare.
Partecipare a questo concorso è stata una bellissima esperienza
e mi ha dato modo di mettermi alla prova in quello che spero possa essere il
mio impiego futuro. Il soldi vinti li destinerò a portare avanti questo
progetto.
Ringrazio tutti coloro che mi hanno aiutata nella
realizzazione di questo filmato.
Lascio qui sotto il video, per chi fosse interessato a
vederlo, e i link alle pagine che parlano di questo concorso.
Chiara Cammelli
Flash giovani:www.flashgiovani.it
Flash video: http://www.flashvideo.it/
Il tirreno: link
LaVocedelSerchio:link
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